AFFRONTARE LA COMPLESSITÀ

Intelligenza artificiale, bio-ingegneria, pandemie, crisi climatica. Quali strumenti permettono di comprendere e risolvere problemi così complessi? Occorre un insieme di idee e modelli, organizzati in un quadro teorico coerente. È quanto propone Vita e Natura, libro di culto che illustra la visione sistemica della vita. Una visione che illumini tutte le scienze naturali e sociali (economia, politica, medicina, ecologia, diritto), anche e soprattutto durante uno sconvolgimento globale come quello che stiamo attraversando. Un libro che è arrivato al momento giusto, scrivono gli autori nella prefazione alla nuova edizione, che qui anticipiamo.   

La prima edizione italiana di Vita e Natura è stata motivo di grande soddisfazione per noi autori. Oltre alla vasta diffusione, la nostra soddisfazione risiede soprattutto nella risposta proveniente da due diverse categorie di lettori: da una parte gli studenti, dall’altra i colleghi professionisti di ben altra generazione. Da entrambi i fronti sono arrivate lettere e messaggi vari che testimoniavano l’utilità della lettura; è stato veramente un piacere vedere che la copia di alcuni dei nostri colleghi era annerita da sottolineature, postille scritte ai margini, commenti a fondo pagina. Probabilmente si è trattato di un libro che è arrivato al momento giusto.

Questo concetto di momento giusto ha, a nostro parere, una qualificazione interessante. Il concetto di visione sistemica come razionalizzazione della realtà ai vari livelli era da tempo nell’aria, presente nei vari stati e discipline della società, ma in modo ancora forse vago e quasi inconscio. L’avere a disposizione un libro che esponesse il discorso sistemico nei vari livelli della complessità – livello biologico, sociale, ecologico, economico e politico – ha permesso una reificazione, quasi una cristallizzazione in termini di esempi e concetti concreti, il che è stato di utilità per molte persone.

Oggigiorno, la situazione è molto interessante in questo campo. Il concetto basilare della concezione sistemica è che siamo contornati da sistemi complessi, formati cioè da varie parti e componenti, che si giustappongono e interagiscono l’uno con l’altro, così che non ha senso, per studiare e capire il sistema stesso, isolare i singoli componenti e studiarli separatamente dal contesto globale. Certo l’inquinamento non è solo un problema chimico, ma è determinato dal nostro eccessivo consumo di energia fossile, e questo è dovuto ad un particolare sistema economico e politico globale, che a sua volta determina disuguaglianze sociali, con derive sulla migrazione e sulla stabilità democratica di intere nazioni.

Ora, questo concetto di causalità multipla risulta magari banale a molti osservatori, ma, non bisogna dimenticarlo, è un concetto ancora completamente ignorato da diversi strati della popolazione a livello culturale e politico. Una strana e interessante situazione di bipolarità. Pensiamo che sia necessario continuare la nostra piccola battaglia per la diffusione delle idee della visione sistemica, non solo per onore di bandiera, ma in quanto pensiamo che sia un’arma essenziale per comprendere i problemi del nostro mondo. Sono problemi complessi, che possono essere risolti o per lo meno affrontati solo con approcci sistemici.

E non si tratta solo dei “vecchi” problemi tipo innalzamento della temperatura o scioglimento dei ghiacciai, ma anche dei problemi più
recentemente balzati all’attenzione, quali l’ingresso prepotente della
bio-ingegneria, con la possibilità di modificare magari irreversibilmente il genoma umano; e l’avvento dell’intelligenza artificiale, la civiltà delle macchine che tende, o può tendere, all’estensione dei poteri decisionali della nostra economia o sul funzionamento delle nostre città a strutture artificiali prive di coscienza. Anche tutto questo è ricco di aspetti che necessitano di una disamina di tipo sistemico. Si tratta quindi, in generale, di ampliare l’orizzonte dell’analisi critica sistemica.

Questa nuova edizione va vista in questa ottica. E affrontare i problemi del mondo di oggi in modo serio ed efficace è un imperativo reso ancora più acuto dall’insorgenza della pandemia da Covid-19. Una semplice analisi sistemica mostra di nuovo il gran numero di fattori e parametri implicati in questa vicenda, che è ben lungi dal coinvolgere solo un problema sanitario.

La situazione attuale, nata da uno squilibrio ecologico, ha infatti esiti drammatici a causa dei conseguenti squilibri sociali ed economici. Ma vediamola un po’ più in dettaglio.

Le massicce intrusioni negli ecosistemi di tutto il mondo, alimentate dall’avidità di aziende e società a tutti i livelli, hanno frammentato questi sistemi e creato strappi nella rete della vita. Una delle tante conseguenze di tali azioni distruttive è stata che i virus, che avevano vissuto in simbiosi con alcune specie animali, sono passati da quelle specie all’uomo, su cui sono risultati altamente infettivi o mortali. Nello specifico, il Coronavirus è passato da una specie di pipistrelli all’uomo in Cina e da lì si è diffuso rapidamente in tutto il mondo.

La densità della popolazione è la variabile chiave nella diffusione della
Covid-19 e la densità demografica è spesso una conseguenza dell’eccessiva massimizzazione dei profitti, che si esemplifica sia nelle gigantesche navi da crociera e in altre forme di turismo di massa, nei mega centri commerciali o in altre situazioni di vita sovraffollate, causate da disuguaglianze sociali ed economiche. Durante una pandemia come quella della Covid-19, la giustizia sociale non è più una questione politica di sinistra o di destra, ma diviene una questione di vita o di morte.

Quando la pandemia si è diffusa in tutto il mondo, un paese dopo l’altro si è visto costretto a introdurre il lockdown, un isolamento forzato delle persone e la chiusura temporanea di molte attività, che ha avuto come conseguenza la radicale riduzione dello spostamento delle persone, la chiusura definitiva di numerose attività commerciali e purtroppo la perdita di molti posti di lavoro. La crisi sanitaria mondiale è andata di pari passo con una crisi economica mondiale.
Tuttavia, da una prospettiva ecologica planetaria ci sono state anche alcune conseguenze positive. Con la drastica diminuzione del traffico delle auto e delle attività industriali, l’inquinamento delle principali
città del mondo è improvvisamente scomparso, e ci stiamo nuovamente godendo un cielo terso e l’aria pulita. Un esempio significativo: dato che le gigantesche navi da crociera non entrano più nella laguna veneziana e i turisti in generale rimangono a casa, i canali di Venezia sono diventati così limpidi che ci si possono di nuovo vedere i pesci. La fauna selvatica sta prosperando in tutto il mondo in ecosistemi indisturbati dall’uomo.

Il Coronavirus è già stato più efficace nel ridurre le emissioni di CO2 e nel rallentare il degrado climatico di tutte le iniziative politiche mondiali messe assieme.
Questo non significa che desideriamo protrarre la situazione attuale.
Questa rigenerazione ambientale è stata il risultato di una radicale riduzione delle attività umane. Gli stessi effetti positivi si potrebbero ottenere modificando radicalmente quelle stesse attività. La risposta del mondo alla Covid-19 ci ha mostrato ciò che diventa possibile nel momento in cui la gente si rende conto che è in gioco la propria vita.
Avremo la saggezza e la volontà politica di applicare questa lezione alla
crisi climatica?
Nel momento in cui scriviamo, nessuno può dire come sarà il nostro mondo post Covid-19. Ma è probabile che l’impatto della pandemia condurrà a trasformazioni sociali e politiche di portata storica. Una cosa che possiamo dire con certezza è che il pensiero sistemico sarà fondamentale per affrontare le complessità che incontreremo.

Fritjof Capra, fisico e teorico dei sistemi di fama internazionale, è autore di libri impor- tanti e molto celebrati, tra cui Il Tao della fisica (Adelphi, 1982). Per Aboca Edizioni ha pub- blicato diversi volumi, tra i quali: Crescita qua- litativa (con Hazel Henderson, 2013), Leonardo e la botanica (2018), Discorso sulle erbe (con Ste- fano Mancuso, 2019).

Pier Luigi Luisi è professore di Biochimica all’Università di Roma Tre. Ha iniziato la sua carriera all’Istituto Federale Svizzero di Tecno- logia a Zurigo (ETHZ). Il suo principale inte- resse di ricerca riguarda gli aspetti sperimen- tali, teorici e filosofici dell’origine della vita e dell’auto-organizzazione dei sistemi naturali e sintetici.

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