LEONARDO, UN PENSATORE ECOLOGISTA

Fritjof Capra, fisico e teorico dei sistemi, dirige il Center for Ecoliteracy di Berkeley, in California. Ha curato La Botanica di Leonardo insieme a Stefano Mancuso e a Valentino Mercati. Per i tre curatori, stesse domande e riposte diverse: e complementari.

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In quale momento del suo percorso intellettuale  e scientifico è apparso Leonardo? 

Ho scoperto Leonardo come scienziato 40 anni fa quando mi sono imbattuto nella descrizione del suo metodo empirico (“Prima farò alcuna esperienzia”….), che citiamo nella mostra. Già allora ho pensato di indagare la sua scienza, ma è stato solo nel 2003 che ho cominciato a farlo.

Che cosa avete scoperto di nuovo su Leonardo, lavorando alla mostra?

Con Leonardo scopriamo sempre cose nuove, ogni volta che studiamo i suoi scritti. Per me questa volta è stato l’ampiezza dei suoi impieghi e applicazioni della materia vegetale.

Perché il tema “la botanica di Leonardo” è stato così poco studiato, in passato?

Salvo l’anatomia, tutta la scienza di Leonardo  – la dinamica dei fluidi, la geologia, la botanica, e persino la meccanica teorica – non è ancora stata studiata con la profondità che merita; forse perché non è facile di raccogliere le sue analisi scientifiche attraverso i voluminosi codici, scritte in varie epoche nella sua vita.

Quale è, secondo Lei, l’elemento più importante della mostra?

Dimostrare la grande rilevanza dell’eredità di Leonardo – in particolare della sua sintesi unica di arte e scienza – per il nostro tempo.

Di fronte alle grandi svolte, avvenute o mancate, è inevitabile pensare al “what if?”: e dunque, avete mai immaginato come sarebbe stata la storia (non soltanto della scienza) se avesse prevalso quello che chiamate il pensiero sistemico? 

Certo, è affascinante immaginare storie alternative. Però, secondo me, le variabili sono talmente tante che non mi sembra fruttuoso.

“Attualizzare” una figura come Leonardo non ha senso, ma esistono elementi che interrogano in maniera speciale la sensibilità o le necessità di noi contemporanei?

Lo sforzo costante di porre la vita al centro della sua arte, scienza e design, e il riconoscimento che tutti i fenomeni naturali sono fondamentalmente interconnessi e interdipendenti, sono lezioni importanti che oggi possiamo imparare da Leonardo. Abbiamo bisogno urgentemente di una scienza e una tecnologia che onorino e rispettino l’unità della vita intera, riconoscano l’interdipendenza fondamentale di tutti i fenomeni naturali e ci riconnettano con la Terra vivente. Questo è esattamente il tipo di sintesi che Leonardo da Vinci ha delineato e praticato 500 anni fa.

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