PERCHÉ IO E TE
SIAMO DIVERSI

di Kevin Mitchell

Dal dialogo con i lettori del suo celebre blog al saggio Buon sangue non mente. Il neuroscienziato Kevin Mitchell combina in maniera innovativa genetica, biologia, neuroscienze e psicologia. Rispondendo in maniera originale a domande antiche: chi siamo, e perché siamo tutti diversi?

L’idea di scrivere un libro per il pubblico non specialistico l’ho coltivata a lungo, anche perché dal 2009 tengo il blog Wiring the Brain che, appunto, si rivolge a un pubblico ampio. I temi sui quali lavoro e scrivo sono di interesse generale: come viene “cablato” il cervello? le differenze cerebrali possono determinare diverse caratteristiche psicologiche e predisporre a disturbi psichiatrici e neurologici? Gli stessi lettori del blog, poi, apprezzavano e sollecitavano proprio il tipo di sintesi che cercavo di raggiungere, combinando ricerche in campi diversi, dalla genetica alla biologia sperimentale alle neuroscienze, e includendo i loro influssi sulla psicologia e sulla psichiatria. Poi nel 2016 la Princeton University Press mi ha chiesto di scrivere un libro…

L’idea principale di Buon sangue non mente è che nasciamo diversi l’uno dall’altro: abbiamo predisposizioni psicologiche innate che influiscono potentemente sui nostri comportamenti. La seconda idea riguarda l’origine di queste differenze, che sorgono innanzitutto dalle variazioni genetiche nel programma dello sviluppo del cervello. Tutti noi abbiamo scritto nel nostro genoma un programma che “produce” un essere umano con un cervello umano, ma a causa della variabilità genetica ciascuno di noi ha una diversa versione di questo programma, cosicché i nostri cervelli variano tanto quanto i nostri corpi o i nostri volti. Un corollario di questa idea è che cambia anche la maniera in cui il programma agisce, perché è incredibilmente complesso e media processi che possono subire variazioni a livello molecolare. Ogni ciclo di azione di questo programma sarà quindi una cosa a sé per via delle dinamiche intrinseche dello sviluppo individuale,  tant’è vero che al momento della nascita anche due gemelli identici avranno sviluppato differenze nella struttura e funzione dei loro cervelli e nell’impianto psicologico di ciascuno. La variazione nello sviluppo è quindi una terza ragione cruciale che, insieme a genetica e ambiente, rende ciascuno di noi diverso da tutti gli altri.

La terza e ultima idea chiave è che il rapporto fra le predisposizioni innate e il comportamento prevede necessariamente che entri in gioco l’esperienza. Le nostre predisposizioni iniziali influiscono grandemente sul tipo di esperienze che abbiamo e sul modo in cui reagiamo ad esse, modellando così le molte maniere diverse in cui carattere e abitudini si trasformano con l’esperienza. Come viviamo spesso rafforza la nostra natura innata. 

La necessità di assumere una prospettiva di sviluppo dinamico, di considerare cioè la traiettoria della vita di una persona per comprendere il rapporto fra geni e psicologia, è il vero tema- chiave del libro.

Aggiungo che le riviste scientifiche si occupano della ricerca primaria: scoprire nuovi fatti e rispondere in maniera sempre più dettagliata a questioni specifiche. Naturalmente è così, di scoperta in scoperta, che la scienza progredisce. Ma trasformare la scoperta in conoscenza e la conoscenza in comprensione richiede sintesi e richiede anche che i fatti siano inseriti in una cornice concettuale più ampia. È quanto ho cercato di fare con Buon sangue non mente.

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