QUANDO GUARDI IL MONDO E NON LO VEDI

Noi umani vediamo e capiamo solo in minima parte la realtà che ci circonda. Per limiti fisici e soprattutto psicologici. Viviamo in una bolla di convinzioni che diamo per scontate e immutabili. Ma le bolle scoppiano. A volte perché scienza e tecnologia ampliano i confini della nostra percezione, illuminando le zone d’ombra del nostro pensiero. Altre volte perché ci cade sulla testa un meteorite. Reale o metaforico. 

Ecco un libro che spiega perché nella vita arriva per tutti il momento in cui, improvvisamente, le certezze si dissolvono e una nuova realtà si spalanca davanti a noi. 

Nella vita arriva per tutti il momento in cui, improvvisamente, si ha l’impressione che i confini del mondo quotidiano si dissolvano e davanti a noi si spalanchi una realtà di dimensioni vertiginose.
Per Ann Hodges quel momento arrivò il 30 novembre 1954, alle ore 13,46 per essere precisi, cioè quando era distesa a riposarsi sul divano di casa. Quel giorno a colpirla non fu proprio un’epifania, quanto un impatto doloroso con la realtà, quando un “missile
cosmico” di colore verde lime traversò sfrecciando il cielo chiaro del pomeriggio, penetrò nel tetto sfondandolo e, dopo aver travolto la consolle che ospitava la radio, andò a urtare il fianco del suo corpo sdraiato.

Ann, l’unica vittima di un attacco meteoritico di cui ci sia mai stata notizia, divenne il personaggio sensazionale del momento. Al calar della notte, centinaia di persone, tra le quali gli inviati dei grandi servizi nazionali d’informazione, erano già piombate nel giardino della sua casa, impegnate a cercare di cogliere qualche foto dell’oggetto extraterrestre, a valutare i danni sofferti dell’abitazione o a contemplare con stupore e orrore la larga tumefazione, simile, per forma e dimensioni, all’impronta di un pallone da rugby, che l’impatto aveva prodotto sul fianco della donna.

Quel pomeriggio Ann era stanca e faticava a tenere gli occhi aperti: quando il meteorite fece la sua spettacolare comparsa sulla Terra, il sonno l’aveva vinta. C’erano stati testimoni che avevano visto quella palla di fuoco sfrecciare nel cielo di tre Stati; le televisioni si erano già gettate con fracasso sulla notizia dell’interferenza aliena, l’onda d’urto aveva fatto cadere giù dalla bicicletta un ragazzo che si trovava a Montgomery, Alabama, a più di 100 chilometri di distanza. Nella città di Sylacauga, dove il meteorite toccò il suolo, la maggior parte degli abitanti pensò che si trattasse di un areo precipitato a terra o dell’esplosione di una bomba.

Dopo poche settimane, però, come sempre capita dopo qualche evento eccezionale, tutta quella rumorosa eccitazione si spense. Le troupe dei mezzi d’informazione fecero i bagagli e tornarono alle
loro basi; la gente comune riprese la vita di tutti i giorni. Anche se, quel giorno, l’arrivo del meteorite fu un’esperienza sconvolgente per tutti, solo a una persona, però, quell’evento mutò radicalmente
la visione del cosmo. Per Ann Hodges il cosmo non poteva più essere uno spazio separato, qualcosa di distante. Oh, no. Il cosmo può irrompere e casa tua e darti una botta che ti sveglia, se solo lo vuole.

Ben lungi da essere idilliaci e tranquilli, i cieli sono l’inferno. Ci potete trovare tutti gli elementi indispensabili: il fuoco divoratore, gli sbuffi di gas velenosi; e l’oscurità, il caos e la violenza distruttiva, sparsi un po’ dappertutto, a profusione. In effetti, se la notte dirigete lo sguardo oltre la costellazione del Sagittario, proprio sopra la freccia puntata dell’arciere, c’è, nella nostra galassia, un buco nero di massa spaventosa che, in questo stesso istante, sta annientando tutto quello che si profila entro il suo orizzonte.

Questo è l’universo in cui viviamo. Ma non è affatto il modo in cui si sente. Che voi e io, adesso, si sia relativamente calmi, che non ci si abbandoni al puro, sfrenato panico, quando ci sfiora il pensiero dell’apocalisse che ci si stende sulla testa, beh, tutto questo è dovuto al fatto che viviamo dentro una bolla, una bolla fisica, chiamata atmosfera. Dallo spazio, questa calotta sferica è perfettamente visibile: è uno strato sottile, di colore tra il bianco e l’azzurro, che ha la funzione di un campo di forza. Blocca l’ingresso delle radiazioni letali, mantiene le temperature nei confini di un arco di variazioni ristretto, se commisurato agli estremi che si raggiungono nello spazio, e manda in cenere la maggior parte dei meteoriti che, altrimenti, potrebbero polverizzare la superficie della Terra. 

In quanto esseri umani, poi, noi tutti viviamo anche in un’altra sorta di bolla: una bolla psicologica in cui prendono forma le nostre idee sulla realtà quotidiana. Questa è la nostra “bolla della realtà”. Come le rocce che, precipitando a velocità spaventosa, non riescono a reggere l’impatto imposto dall’atmosfera, così i fatti sgradevoli e le idee che non ci sono familiari non arrivano a varcare l’involucro della bolla che ospita la nostra realtà. E che ci fa da schermo protettivo contro i pensieri in cui si evocano le forze che sembrano eludere il nostro controllo e ci lascia continuare a curarci dei nostri interessi e delle nostre vicende quotidiane.

Ma i problemi si ripresentano, con accresciuta evidenza, e questo lo possiamo sentire ogni giorno e con forza sempre crescente. Che si tratti delle bolle in cui s’involge l’investimento immobiliare, o di quelle del mercato azionario delle borse, o di quelle politiche, il fatto che ci si viva dentro significa, per definizione, che si possiede una visione filtrata e ovattata della realtà. E, alla fine, a tutte le bolle è riservato lo stesso destino: inevitabilmente, scoppiano.

Pertanto, sarebbe bene che ci ricordassimo sempre che anche le nostre convinzioni più ferme possono essere radicalmente sconfessate. Per due secoli siamo stati convinti di vivere in un universo
governato dalla fisica di Newton, poi è arrivato Einstein. Questo non vuol dire che, per allargare la nostra visione del mondo, ci voglia necessariamente un genio. È una cosa che capita, qualche volta. Ad Ann Hodges è capitato quel pomeriggio in cui un meteorite le piombò in casa, sfondando il tetto. A voi potrebbe capitare col libro che state tenendo tra le mani in questo momento.

Ziya Tong, personaggio televisivo molto amato e premiato, fino al 2018 ha condotto Daily Planet su Discovery Channel. Ha collaborato con Wired, è stata la corrispondente di NOVAscienceNOW ed è membro del consiglio internazionale del WWF. 

0 Shares:
You May Also Like
Leggi di più

OLTRE I LIMITI DEL BIOLOGICO

di Giuseppe Barbera L’agricoltura biologica cambia soltanto i mezzi di produzione (da quelli di sintesi a quelli organici)…
Leggi di più

TUTTA LA SCIENZA PER L’ACQUA

di Telmo Pievani 83% della biodiversità ormai perduta per sempre. 90% delle barriere coralline scomparse per la metà…
Leggi di più

PERCHÉ IO E TE
SIAMO DIVERSI

di Kevin Mitchell Dal dialogo con i lettori del suo celebre blog al saggio Buon sangue non mente.…
Leggi di più

L’UOMO CHE PARLAVA AGLI ALBERI

di Antonio Moresco Durante la clausura da pandemia abbiamo tutti tanto parlato del nostro rapporto con la natura.…
Leggi di più

QUEL BOSCO È UN CONFINE

di Federica Manzon “Guarda laggiù”, dice il padre alla figlia bambina mentre passeggiano insieme sul Trebević, la montagna…