ANDREMO ANCORA AL CINEMA?

Per la prima volta dal 1895, durante la pandemia abbiamo tutti guardato i film in solitudine, sui nostri piccoli schermi domestici. Ora le sale riaprono e il cinema riparte da una domanda cruciale: torneremo a condividere emozioni e pensiero con altre persone? Pur con tutte le precauzioni, possiamo tornare ad essere spettatori pensati, sentendo una sala percepire le stesse nostre emozioni, oppure dobbiamo affidare i nostri gusti alle macchine? 

Il cinema è stato sempre in crisi! Sembra una battuta, ma i giornali corporativi degli anni Cinquanta, dell’età d’oro, quando tutto il mondo andava al cinema, parlavano già di crisi. Poi, in effetti, dalla seconda metà dei Settanta la crisi effettivamente c’è stata, tante sale hanno chiuso e la modernità è passata dallo schermo dei cinema a quello degli smartphone.

Poi è venuta la pandemia. Che conoscevamo perché l’avevamo vista al cinema (nel 2011, Contagion mi sembrò un modesto film di Soderbergh, visto oggi ci sconvolge per essere una profezia, purtroppo, totalmente azzeccata). Con la pandemia sono cambiate tante cose e tra queste è successo qualcosa che ha sconvolto le abitudini cinematografiche. Per la prima volta dal 28 dicembre 1895, quando a Parigi i fratelli Lumière proiettarono in pubblico un cortometraggio, gli esseri umani non si sono più incontrati al cinema, ma, per molti mesi, tutti abbiamo visto film da soli.

Molti osservatori si sono affrettati a dire, ecco, per il cinema è finita, le sale, schiantate dalla crisi e dalla polvere del passato, non riapriranno mai più.

Ora siamo alla grande prova. Le sale stanno riaprendo, Volevo solo nascondermi, il bel film di Giorgio Diritti su Ligabue è in sala, sta per arrivare il ciclone Tenet, e il festival per il quale lavoro, Il Cinema Ritrovato, apre a Bologna, per una settimana, sette sale e tre arene estive dove vengono proiettati circa quattrocento film realizzati tra il 1895 e l’altro ieri. È una sfida importante. Perché la domanda è questa: in quest’epoca di pandemia, pur mantenendo le distanze, dotandoci di mascherine e igienizzanti, possiamo continuare a nutrirci di cultura e bellezza? Il nostro futuro è nello schermo del computer o possiamo ancora decidere di uscire di casa e di andare a vedere qualcosa che non conosciamo assieme ad altre persone? Pur con tutte le precauzioni, possiamo tornare ad essere spettatori pensanti come lo siamo stati tutti la vita, sentendo una sala percepire le stesse nostre emozioni, oppure dobbiamo affidare i nostri gusti alle macchine?

A fine mese, dopo Il Cinema Ritrovato, ne sapremo di più, poi ci sarà la Mostra di Venezia e poi, speriamo, la nuova stagione ricomincerà e tra i nuovi film ci saranno anche quelli profetici, che ci insegneranno a guardare meglio l’orizzonte che ci attende. Mi piace pensare che questa grande difficoltà si supera con le precauzioni, ma anche con l’arte, la cultura, il cinema.

Gianluca Farinelli è direttore della Cineteca di Bologna.   

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